Elezioni 2018: l’insulto corre online

Nel vivo della campagna elettorale 2018, quando programmi e candidati erano stati pubblicati, abbiamo fatto un’analisi per capire le risposte, i feedback degli italiani.

Nell’ambito della campagna #ConnettitiResponsabilmente, noi di D-Link abbiamo analizzato i comportamenti degli italiani online per comprendere meglio come questi si rapportano alle elezioni politiche e ai contenuti politici.

L’obiettivo di questa azione della campagna è stato quello di  promuovere un utilizzo responsabile dei contenuti online e incentivare un comportamento positivo.

La ricerca

Sono stati analizzati quasi 2 milioni di contenuti (tweet e commenti social pubblici) legati alle elezioni 2018: si tratta di messaggi verso i candidati, i partiti o verso altri elettori. È emerso che il 38% di questi (circa 750.000) era connotato da negatività e ben 135.000 contenevano volgarità o insulti espliciti.

 

I messaggi che auguravano la morte (o minacciano di uccidere) sono stati più di 15.000, quelli che contenevano riferimenti alla violenza quasi 19.000.

Solo l’11% dei contenuti è stato etichettabile come positivo.

Prendendo come base solo i commenti con insulti e volgarità, abbiamo scoperto che l’elettore più “arrabbiato” era uomo (68% contro il 32% delle donne) e viveva nel Lazio (che nonostante produca meno contenuti in termini assoluti, precede la Lombardia di ben 6 punti percentuale sul totale dei contenuti negativi prodotti in Italia).

 

Facendo, invece, un rapporto su tutti i contenuti su base regionale, abbiamo dedotto che sono più scontenti gli abitanti del centro nord: l’Emilia Romagna conta il 29% di contenuti negativi rispetto a quelli prodotti, Toscana 28%, Lazio 26%, Lombardia 25% e Piemonte 25%.

Ma verso chi è indirizzato l’odio online?

Il leader di partito più preso di mira è stato Silvio Berlusconidestinatario del 23% degli insulti personali online.

Seguivano al secondo posto, pari merito, Salvini e Renzi entrambi al 21%.

Ci si accanisce meno sugli altri candidati, nella top 5 erano presenti Di Maio e Grasso (rispettivamente a quota 11% e 8% delle ingiurie). Ecco le altre posizioni:

  1. Giorgia Meloni al 6,2%
  2. Emma Bonino al 4,3%
  3. Beatrice Lorenzin al 2%
  4. Simone di Stefano all’1,4%
  5. Vittorio Sgarbi all’1%
  6. Stefano Parisi allo 0,5%
  7. Raffaele Fitto allo 0,3%
  8. Clemente Mastella allo 0,3%
  9. Viola Carofalo allo 0,2%

  • SILVIO BERLUSCONI
  • MATTEO SALVINI
  • MATTEO RENZI
  • LUIGI DI MAIO
  • PIETRO GRASSO
  • GIORGIA MELONI
  • EMMA BONINO
  • BEATRICE LORENZIN
  • SIMONE DI STEFANO
  • VITTORIO SGARBI
  • RAFFAELE FITTO
  • CLEMENTE MASTELLA
  • VIOLA CAROFALO

E per quanto riguarda i partiti?

La classifica cambiava analizzando l’astio verso i partiti politici: da questa prospettiva l’accanimento è stato indirizzato al PD (39%) e al M5S (34%).

A seguire Lega (12%), Casapound (5%) e, per ultima, Forza Italia 4%. Il restante 6% era costituito dagli altri schieramenti politici che, singolarmente, hanno registrato tutti percentuali al di sotto dell’1%.

39%

34%

12%

5%

4%

6%

A scatenare la voglia di partecipare e commentare online sono stati spesso i momenti di cronaca. Situazioni in cui i politici hanno affrontato determinati argomenti mostrando il loro pensiero pubblicamente agli italiani.

Tra questi quelli che hanno generato dei picchi di partecipazione online e i commenti più critici di questa campagna sono stati:

  • 4 gennaio (sacchetti bio)
  • 10 gennaio (Berlusconi supporta la candidatura di Fontana)
  • 18 gennaio (cambio del simbolo M5S)
  • 29 gennaio (presentazione delle liste)
  • 3 febbraio (fatti di Macerata)
  • 12 febbraio (Museo Egizio)

Nota metodologica:

L’analisi è stata realizzata con il tool Crimson Hexagon. Sono stati presi in esame tutti i contenuti pubblicati online (in Italia e in italiano) dal 1 gennaio 2018 al 12 febbraio 2018 su social media, blog, forum e piattaforme di condivisione contenuti.

Gli argomenti in esame sono quelli legati al tema delle elezioni politiche 2018, ai partiti politici e ai rispettivi leader. Grazie al tool è possibile analizzare, scremare e raggruppare contenuti a seconda di specifiche parole chiave, argomenti e sentiment delle conversazioni.

A seguire è stato fatto un processo di verifica qualitativa manuale.

Guarda l'infografica completa

Connettiti responsabilmente elezioni infografica
 

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